Sintesi delle principali misure varate dal Decreto Liquidità, pubblicato sulla G. U. dell' 8.04.2020

Venerdì, 10 Aprile 2020 22:42

Decreto legge 8 aprile 2020 n. 23 recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e di lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”

A cura della Consulente Fiscale della FITETREC-ANTE, Dott.ssa Franca Menonna

200 miliardi di prestiti garantiti dallo Stato fino al 90% per tutte le imprese, 200 miliardi di garanzie per l’export, potenziamento e semplificazione del Fondo Centrale di garanzia per Pmi e partite iva. Le misure di accesso al credito previste dal Decreto liquidità, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 94 dell’8 aprile 2020, sono ad ampio spettro: garanzie di Stato attraverso Sace (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti), potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo e il sostenimento della continuità aziendale delle imprese in crisi.

Di seguito, esamineremo le principali misure adottate a sostegno della liquidità di imprese ed enti.

1.A. Garanzie di Stato attraverso Sace

Le misure adottate prevedono garanzie da parte dello Stato per 200 miliardi, concesse attraverso Sace a favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese di ogni dimensione. In particolare, la garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell’impresa ed è subordinata a una serie di condizioni tra le quali l’impossibilità di distribuzione dei dividendi da parte dell’impresa beneficiaria per i successivi dodici mesi e la necessaria destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive localizzate in Italia, come documentato e attestato dal rappresentante legale dell’impresa beneficiaria.

  • Le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia. La copertura scende all’80% per imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro e al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi.
  • L’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda, come risultante dal bilancio approvato ovvero da dichiarazione fiscale se l’impresa non ha ancora approvato il bilancio.

Inoltre, l’impresa beneficiaria:

  • alla data del 31 dicembre 2019, non deve essere classificata nella categoria delle imprese in difficoltà, secondo la definizione comunitaria;
  • alla data del 29 febbraio 2020, non deve avere nei confronti del settore bancario esposizioni deteriorate, secondo la definizione della normativa europea;

L’impresa che beneficia della garanzia, inoltre, deve assumere l’impegno:

  • per sé e per ogni altra impresa che faccia parte del medesimo gruppo a cui essa appartiene, di non approvare la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel 2020;
  • di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.

Per le Piccole e medie imprese (anche individuali o partite iva), sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da Sace sarà subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

1.B. Potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI

Il Fondo di Garanzia per le PMI viene ulteriormente rafforzato.

Sono infatti ammessi al Fondo con copertura al 100%, e senza procedura di valutazione da parte del medesimo, i nuovi finanziamenti di durata massima di 6 anni a favore di Pmi e piccoli professionisti, per un importo massimo di 25.000 euro e comunque non superiore al 25% dei ricavi del beneficiario; il rimborso del capitale non decorrerà prima di 18 mesi dall’erogazione del prestito.

La garanzia è concessa anche alle imprese che, in data successiva al 31 dicembre 2019, sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale di cui all'articolo 186-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, hanno stipulato accordi di ristrutturazione ai sensi dell'articolo 182-bis o hanno presentato un piano attestato di cui all’articolo 67 del predetto decreto, purché, alla data di entrata in vigore del decreto legge, le loro esposizioni non siano più in una situazione che ne determinerebbe la classificazione come esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato successivi all'applicazione delle misure di concessione e la banca, sulla base dell'analisi della situazione finanziaria del debitore, possa ragionevolmente presumere che vi sarà il rimborso integrale dell'esposizione alla scadenza, ai sensi dell’art 47 bis, comma 6, lettere a) e c) del Regolamento 575/2013. Restano, in ogni caso, escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” ai sensi della disciplina bancaria.

Il Fondo può ora concedere garanzie a titolo gratuito fino a un importo massimo di 5 milioni di euro anche alle imprese con numero di dipendenti inferiore a 499. La garanzia del fondo stesso è pari al 90% dell’importo. Infine, per le imprese con ricavi fino a 3,2 milioni di euro, la garanzia concessa dal Fondo al 90% può essere cumulata con un’altra garanzia di un terzo soggetto, per ottenere prestiti con una garanzia del 100% su finanziamenti di importo massimo di 800.000 euro (e comunque non superiori al 25% dei ricavi del beneficiario).

Il decreto potenzia anche il sostegno pubblico all’esportazione, introducendo un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di Sace sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse, da destinare al potenziamento dell’export.

1.C. Finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo

Il Fondo di Garanzia, di cui alla legge n. 289/2002, istituito presso l’Istituto per il Credito Sportivo può prestare garanzia fino al 31 dicembre 2020 sui finanziamenti erogati dall’Istituto stesso o da altro istituto bancario per le esigenze di liquidità di Federazioni Sportive Nazionali, di Discipline Sportive Associate, di Enti di Promozione Sortiva, di associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte al Registro CONI. A tali fini, viene stanziato un apposito fondo speciale pari a 30 milioni di euro per l’anno 2020 e viene autorizzata, ai fini della gestione del fondo, l’apertura di un conto corrente di tesoreria centrale intestato all’Istituto per il Credito Sportivo su cui sono versate le risorse citate, per poter essere così utilizzate in base al fabbisogno finanziario derivante dalla gestione delle garanzie.

Un ulteriore comparto del fondo speciale, pari a 5 milioni di euro per il 2020, è destinato alla concessione di contributi in conto interessi fino al 31 dicembre 2020 sui finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo o altro istituto bancario per le esigenze di liquidità delle Federazioni Sportive Nazionali, di Discipline Sportive Associate, di Enti di Promozione Sortiva, di associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte al Registro CONI, secondo le modalità stabilite dal Comitato di Gestione dei Fondi Speciali per il Credito Sportivo.

 

  1. Sostenimento della continuità aziendale delle imprese in crisi

 

Nel Decreto Liquidità sono previste una serie di norme destinate a garantire la continuità aziendale per le imprese in difficoltà economico-finanziaria a causa degli effetti del COVID-19:

a) improcedibilità delle istanze di fallimento depositate nel periodo dal 9 marzo al 30 giugno 2020. Questa sospensione riguarda tutte le istanze di fallimento, (ivi comprese quelle presentate in proprio dalle imprese stesse), ad esclusione delle istanze inoltrate dal Pubblico Ministero, contenente la richiesta di emissione di provvedimenti cautelari e conservativi;

b) proroga di sei mesi dei termini per l’esecuzione della conclusione dei concordati preventivi e degli accordi di ristrutturazione già omologati, aventi scadenza di esecuzione nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 ed il 31 dicembre 2021.

c) possibilità di ottenere un nuovo termine (non superiore a 90 giorni) per i concordati preventivi e gli accordi di ristrutturazione pendenti al 23 febbraio 2020 e non ancora omologati, al fine di elaborare una nuova proposta di concordato o un accordo di ristrutturazione;

d) possibilità di proporre un differimento (fino a sei mesi) dei termini di esecuzione della procedura per concordarti preventivi e accordi di ristrutturazione pendenti al 23 febbraio 2020, depositando la documentazione che giustifichi tale richiesta di modifica;

e) possibilità di prorogare fino a 90 giorni (anche in pendenza di istanza di fallimento) su istanza del debitore da depositare prima della scadenza, il termine assegnato ai concordati con riserva, e quello previsto agli accordi di ristrutturazione in base al comma 7 dell’art. 182 bis L.F. L’istanza necessita di un riferimento agli effetti derivanti dall’emergenza sanitaria in corso e si tratta di una proroga che il Tribunale può concedere, se si basa su concreti e giustificati motivi, previo parere positivo del commissario giudiziale.

f) proroga dell’entrata in vigore del Codice della Crisi e dell’insolvenza al 1° settembre 2021.

  1. Sospensione di versamenti tributari e contributivi.

Per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato sono sospesi i versamenti in scadenza nei mesi di aprile e di maggio 2020, relativi:

  • alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato e alle trattenute relative all'addizionale regionale e comunale, operate in qualità di sostituti d'imposta;
  • all’imposta sul valore aggiunto;
  • ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l'assicurazione obbligatoria.

Le imprese e i professionisti, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro (riferiti al periodo d’imposta 2019), beneficiano della sospensione solo se si verifica una diminuzione del fatturato o dei compensi di almeno il 33 per cento nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019.

Per i contribuenti con ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro (riferiti al 2019), la sospensione opera a condizione che la diminuzione, nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019, sia almeno del 50 per cento.

Per i soli versamenti IVA in scadenza ad aprile e maggio 2020, la sospensione si applica, a prescindere dal volume dei ricavi e dei compensi, alle imprese e i professionisti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei compensi di almeno il 33 per cento nel mese di marzo e aprile 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019.

Per gli enti non commerciali (compresi gli enti del Terzo Settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti), che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d’impresa, la sospensione si applica limitatamente alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilato e alle trattenute delle addizionali regionali e comunali, ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l'assicurazione obbligatoria.

I versamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal medesimo mese di giugno. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

Si sottolinea che ciascun mese è autonomo, e potranno realizzarsi molteplici situazioni: contrazione dei ricavi in entrambi i mesi del 2020 rispetto ai mesi di marzo ed aprile 2019 (il differimento interesserà i tributi dovuti per entrambi i mesi), oppure contrazione in uno solo dei due mesi interessati (marzo ed aprile) con conseguente sospensione dei versamenti dovuti per il solo mese nel quale si è registrato un calo del fatturato.